Autori: María Luisa Vázquez de Ágredos PascualCosmina Timoce-Mocanu

Contributi scientifici e documentari: Lucian CuibusMiguel Álvarez Soaje

Curatela editoriale digitale: Simona Tardi

Crediti fotografici: Teodora Prunduș, Măgura Ilvei (Bistrița-Năsăud)

June 24th: a day dedicated to flowers and ritual health

On June 24th, the Romanian folk calendar marks a festival known as Drăgacia (from the Bulgarian dragaika) in Muntenia, Dobrogea and southern Moldova, or Sânziene (from the Latin Sanctus Dies Iohannis) in Transylvania, Banat, Crişana, Maramureş, central and northern Moldova, and Oltenia.

Despite regional differences in celebration, the core element of the festival is the gathering of herbaceous plants with golden yellow flowers (Galium verum L.) or white flowers (Galium mollugo L.), locally known as sânziene or St. John's flowers, used for ritual or therapeutic purposes. According to ancient beliefs, the magical and healing properties of these plants are attributed to their blooming during the summer solstice, when the sun rests in the sky and fairies dance across the fields, imbuing them with healing powers. In villages of northern and western Romania, on the afternoon of June 23rd, women and young girls would gather sânziene and weave them into crowns, which they used in various ways (thrown onto rooftops, placed on house eaves, in fields, or on the horns of cows and sheep) to foretell someone’s fate—life or death, marriage prospects, or future wealth (depending on the type of animal hair found in the flowers the next day).

 

Fuoco purificatore e nuove forme urbane di celebrazione

Un’altra usanza legata alla festività del solstizio in molti villaggi romeni è l’accensione di falò notturni su colline e incroci, cui si attribuiscono proprietà purificatrici. A Maieru (distretto di Bistrița-Năsăud), la sera del 23 giugno, i bambini con corone di sânziene (Galium mollugo L.) e altri fiori da giardino saltano sopra il fuoco per garantirsi buona salute per l’anno a venire.

Negli ultimi anni, la festa delle Sânziene ha guadagnato grande popolarità anche nelle città romene (anche grazie all’associazione con la Giornata Universale della Camicia Romena), dove si vendono mazzetti e corone di Galium verum L. in mercati e strade.

Pur non seguendo più i rituali tradizionali alla lettera, gli abitanti delle città sembrano sempre più affascinati dalla magia di questa celebrazione, conservando i fiori in vasi d’acqua e godendone il profumo delicato.

Echi rituali: la notte di San Giovanni in altre tradizioni europee

Riti simili si riscontrano anche in altre parti d’Europa, in particolare nei Paesi che aderiscono alla Ruta europea delle farmacie storiche e dei giardini medicinali, tra cui la Spagna. Così, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, in molte comunità galiziane si prepara il tradizionale mazzo di San Giovanni, come protezione contro le meigas (streghe) e altri spiriti maligni, credendo che in quella notte magica essi possano attraversare la soglia dell’aldilà ed entrare nelle nostre case.

Il mazzo è composto da sette erbe di San Giovannimalva (Malva sylvestris L.)rosmarino (Salvia rosmarinusSpenn.)felce (Dryopteris filix-mas L.)finocchio (Foeniculum vulgare Mill.)cedrina (Aloysia citriodora Paláu)ginestra (Cytisus scoparius L.), e la più importante di tutte, iperico (Hypericum perforatum L.), largamente impiegato sin dall’antichità nella farmacopea europea.

Voci dalle comunità: il progetto SPICES 2024–2025

Nell’ambito del progetto europeo Paesaggi sensoriali di Hygeia in Europa. Atto I: Spezie (gusto, olfatto e memoria) – acronimo: Hygeia Legacy-Spices, promosso da Aromas Itinerarium Salutis con il sostegno congiunto del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea, nel quadro delle Giornate Europee del Patrimonio, sono stati raccolti racconti, testimonianze e pratiche tradizionali legate all’uso rituale e terapeutico delle piante.

Durante le interviste sul campo, sono emerse due celebrazioni particolarmente significative: la festa delle Sânziene e la notte di San Giovanni, entrambe associate al solstizio d’estate e alla raccolta di piante come l’iperico (Hypericum perforatum L.), riconosciuto per le sue proprietà curative e simboliche.

Il documentario SPICES: Tales of Ancient Medicinal and Culinary Legacies, realizzato nell’ambito del progetto e presentato durante l’AIS Forum 2025, raccoglie queste voci e conoscenze come espressione viva del patrimonio botanico e sensoriale europeo.